Sognando il Mare con il Mio Suunto Yachtsman. Il Mio Suunto t6 – è gli amici mi chiamano ancora Mariano!
Gen 31

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….Ed eccomi qui, come ogni week-end, esco dalla caotica Milano, dove il divertimento e la bella vita sono assicurati, ma dove, lo spazio per il verde, per le escursioni e la natura, sono limitati ad alcuni parchi oramai invasi nei week-end, da persone a me poco simili. Che fare dunque?

Esco dall’ufficio e scappo nel mio polmone d’aria, la Valsesia, ove mantengo un mio piccolo tugurio per trascorrere ogni fine-settimana, per ritemprare lo spirito e la mente con passeggiate, scalate in Free-climbing, alpinismo, pesca nei laghi alpini e ristorazioni pantagrueliche nei rifugi del CAI.

Tutto questo nasce dalla mia passione nello sfruttare le tecnologie che il mondo d’oggi mi riserva.

Milano è sicuramente un pozzo di informazioni senza pari in tutta Italia, ove le tecnologie arrivano prima rispetto ad altre metropoli. Da qui, il primo regalo veramente speciale. Un SUNTO VECTOR, regalatomi a Natale dai miei genitori.

Sicuri dell’apprezzamento dello stesso, ho cominciato a sfruttarne le potenzialità durante le mie salite e discese per le piste da sci. Il mio magnifico compagno d’avventure, dalla cassa gialla e dalle funzioni decisamente utili, mi si fonde al polso come un vero e proprio gioiello del quale vado profondamente fiero.

Non perchè sia un regalo utile, funzionale e di design sicuramente accattivante, bensì, perchè ne riesco fin da subito a sfruttare tutte le su qualità.

Le dimensioni del mio SUUNTO, sono piuttosto insolite e gli amici dell’appuntamento serale al Bar Magenta, per il consueto aperitivo Milanese, non ne notavano quasi la presenza, così ho cominciato a far notare io questo prezioso strumento.

Un design sicuramente alla moda, accattivante, giovanile, dinamico, dal colore giallo e dalla precisione nel segnalarmi ogni sua funzione. Fui io a chiederne l’acquisto e i miei Genitori mi accontentarono subito, forti della passione con cui avrei potuto sfruttarne le potenzialità.

Certo, avessi visto in vetrina lo stesso modello, in varianti di colori, magari più accesi e dal carattere più deciso, avrei sicuramente chiesto quello di maggior risalto. Ciò nonostante, non posso assolutamente lamentare alcuna negatività.

Come raccontavo prima, era motivo di sfoggio anche nel bar del paese, ad Alagna, dove Hermann, una tra le più conosciute guide alpine della zona, il quale ha un SUUNTO VECTOR “simile” al mio. Perchè dico simile?Molto semplice, perchè la presa in giro nei mie confronti da parte di Hermann era all’ordine del giorno.

Le differenze principali tra il mio ed il Suo Orologio, erano ben visibili…..
Il colore più acceso del Suo, visibili segni di consumo, causati da imprese ben più difficoltose rispetto le mie; le Sue arrampicate, le ferrate, i sentieri di montagna che ha visto il Suo SUUNTO, non sono certamente paragonabili a ciò che ho potuto affrontare io, ne per “numero di utilizzi”, ne per difficoltà di ascese e imprese.

Hermann mi conosce ormai da anni, ricordo infatti quanto io lo ammirassi dai miei 10 anni (lui ne ha 8 più di me) e rimanessi affascinato dai suoi racconti, quando assieme agli “adulti”, a quelli che per me erano già “Signori”, raccontava le sue imprese.

All’epoca e fino a poco tempo fa, ammiravo le vette che mi circondavano, guardandole con paura e stupore dal basso verso l’alto; ne avevo piena coscienza, in quanto sui libri montani, avevo studiato palmo a palmo quei percorsi, le ferrate, le pareti ove arrampicare ed i percorsi di alpinismo. Ma il problema era proprio quello….ero preparatissimo, ma solo sulla carta….

Così una molla, sciolta forse dalla passione comune, dall’ammirazione per questo amico e per un Orologio dalle inconfondibili qualità, mi hanno spinto e spronato a provare a conoscere quei monti più da vicino, assaporandone i profumi estivi e primaverili, godendomi la flora alpina, nel pieno del suo splendore e arrogandomi il diritto di poter far mio un comprensorio montano che fa perdere il fiato, ma che allo stesso tempo, riempie i miei polmoni di ossigeno purissimo, abbeverandomi dalle fonti che si trovano durante il cammino, con un’acqua senza pari. Fresca, dissetante, pura e magnificamente appagante!

Fu così che una sera, gli chiesi con fare un pò spavaldo, di andare assieme a fare un’escursione e con benevola presa in giro, mi disse che avremmo potuto organizzare, quando mi fossi allenato un poco.

Gli proposi una gita l’indomani e ci trovammo puntuali e pronti per una ascesa in mezzo al verde, per arrivare la…dove osano le aquile….
Mi prese a cuore ed io armato di attrezzatura forse un pò ridicola, con le mie pedule e uno zainetto con i generi di prima necessità, partii alla volta di una vetta assieme a Hermann.

Notai fin dall’inizio il suo passo, veloce, ritmico, cadenzato e mai sofferente; segno di indubbio allenamento… quell’allenamento di cui la sera al bar, davanti ad un bicchiere di vino rosso, avevamo parlato.

Piano piano, mi fece capire, come “spezzare il fiato”, facendo si che il mio corpo ed i miei polmoni, fossero uno strumento che lavorasse per me e non con me. E nel contempo, tra le spiegazioni dei sentieri, delle zone che andavamo a toccare, non si limitò a darmi delle indicazioni sul paesaggio, bensì mi rese partecipe delle funzionalità del mio VECTOR.

Fino ad allora, come detto, era per me un semplice orologio, mai sfruttato per le sue piene potenzialità, ma soltanto per la sua estetica; scoprii invece di avere al polso un orologio sportivo dalle caratteristiche importanti. I numeri e le informazioni che mi venivano dati, diventarono in ben poco tempo i valori guida di una camminata, nella quale avevo preso coscienza dell’importanza di un oggetto di precisione, fino ad arrivare (e qui faccio un salto temporale) all’ultima sfida, per la chiusura della stagione, con l’ascesa alla Capanna Margherita. Il rifugio più alto d’Europa, nonché la Biblioteca più alta d’Europa. 

Si erge maestosa sulla punta Gnifetti a ben 4.559 metri S.l.m., aperta da fine Giugno a metà Settembre con 77 posti letto e 17 durante la chiusura invernale; inaugurata con la prima apertura nel lontano 1893, dedicando la struttura alla Regina d’Italia Margherita di Savoia e in seguito sostituita nel 1980 con una struttura più confortevole.

Dal passo dei Salati, ove arrivano gli impianti di risalita, di recente inaugurazione (la magnifica Funifor, da 100 posti, con possibilità di 800 salite orarie),  si impiegano 6 ore circa, mentre dalla Capanna Gnifetti, vi sono 4 ore di cammino.

Il mio meraviglioso VECTOR, ha accompagnato me ed Hermann in questa cordata, dove arrivati al colle dell’Lys, un repentino cambio di pressione, segnalato da questo prezioso monile, ci ha anticipato che da li a breve sarebbe arrivata una preoccupante perturbazione ed infatti, nel giro di mezz’ora, l’anemometro, segnalava vento a 80Km/h. Hermann mi disse che mancava poco più di un’ora e che avremmo fatto a tempo ad arrivare al rifugio. E così fu.

Ci mettemmo un’ora e trenta in realtà, perchè da quel momento, ogni dieci passi, il fiato si perdeva….un po’ per la rarefazione dell’ossigeno ed un pò per la delizia del panorama.

Il mio VECTOR a questo punto, segnala un’altitudine di 4.559 metri ed il mio cuore ha cominciato a battere all’impazzata, per la gioia di aver compiuto un’impresa che mai avrei creduto di poter affrontare e per la gioia di aver scoperto e provato un compagno di avventure così indispensabile….SUUNTO VECTOR!!

Non ne faccio una questione meramente pubblicitaria, bensì il contrario.
Questo mio racconto vuole rendere partecipe chi leggerà queste parole, del fatto che non esiste pubblicità che tenga, ma solo provare effettivamente quanto uno strumento sia utile, testandolo sul campo.

Da queste mie esperienze, non ho più abbandonato questa marca di orologi e ancor meno il mio VECTOR.
E’ un compagno davvero irrinunciabile e di indubbia utilità.

Alla prossima ascesa con questo compagno fedele dunque!!!

Stefano Branconi

2 Risposte a “Io ed il Mio Suunto Vector !”

  1. ENRICO Scrive:

    CIAO BELLO IL TUO RACCONTO, HO PRESO PURE IO IL SUUNTO VECTOR CONSIGLIATO DA UN AMICO CHE FREQUENTA LA PALESTRA ED E’ ANCHE ISTRUTTORE DI ARRAMPICATA. COMUNQUE LA MIA DOMANDA E’: ALLORA QUANDO ARRIVI ALLA BASE DI UNA PARTENZA INSERISCI L’ALTITUDINE ESATTA E POI TI AVVI, MA PER CAPIRE SE STA ARRIVANDO BRUTTO TEMPO COME LO FAI A CAPIRE VISTO CHE MOLTE VOLTE IL BAROMETRO CAMBIA DI POCCO E POI PIOVE MA PER CAPIRLO BENE COME SI FA? COSI LA PROSSIMA VOLTA CHE ESCO MI PORTO IL MIO NUOVO SUUNTO E POTRO CAPIRE SE ARRIVERO CON IL SOLE O LA PIOGGIA. CIAO E GRAZIE

  2. mario50 Scrive:

    Ciao Stefano
    Dopo un viaggio di 3 mesi tra Chile e Argentina, e dopo essermi chiesto centinaia di volte a che altitudine sono, arrivato in Italia mi sono comprato il Vector. Leggendoti vedo che serve anche per altre funzionalità, ci spieghi in pratica questi passi ? qual’è l’utilità in una camminata in montagna ?
    —- bensì mi rese partecipe delle funzionalità del mio VECTOR
    —- I numeri e le informazioni che mi venivano dati, diventarono in ben poco tempo i valori guida di una camminata.
    ti ringrazio e saluto

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